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Praticare Canyoning è un'attività sportiva molto pericolosa, le informazioni contenute in questo sito sono destinate a persone esperte nel campo torrentistico.

Quindi si declina ogni responsabilità in merito ad incidenti o alle possibili interpretazioni/sperimentazioni

effettuate sulla base di quanto è stato scritto in queste pagine.

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Rischi in ambienti acquatici

I principali pericoli del canyoning sono legati all'ambiente inospitale in cui si svolge tale attività. I fattori di pericolo più evidenti sono l'acqua, il freddo e la discesa delle verticali.

La principale causa di incidente mortale in canyon è rappresentata dalle piene improvvise.

Un'onda di piena all'interno di una forra larga pochi metri può ovviamente risultare fatale al torrentista. Un'altra causa di incidente legata all'acqua riguarda le calate su corda che avvengono sotto cascata, poiché il blocco accidentale della discesa sotto il forte getto dell'acqua rappresenta una situazione di potenziale pericolo di annegamento.

I pericoli legati al freddo, o più specificamente all'ipotermia, sono pericoli indiretti, nel senso che si presentano in caso di prolungate soste in forra (in seguito ad imprevisti) o in caso di inadeguata attrezzatura individuale.

I pericoli legati alla verticalità sono minimi se affrontati con le tecniche ed i materiali appropriati.

Principali pericoli acquatici

 Ipotermia  --  Annegamento  --  Traumi conseguenti a urti  -Pericoli derivanti da oggetti o strutture sommerse 

Ipotermia

L’immersione in acqua, con i normali indumenti da lavoro porta immediatamente ad una generalizzata dispersione del calore corporeo con il conseguente abbassamento della temperatura.

Questa condizione si presenta tanto più rapidamente quanto maggiore è la differenza di temperatura tra l’organismo e il fluido, nel nostro caso l’acqua.

I sintomi principali dell’ipotermia vanno dai semplici brividi, al successivo senso di intorpidimento e sonnolenza, alla difficoltà di coordinazione dei movimenti, al rallentamento del respiro e della frequenza cardiaca fino alla perdita di coscienza ed all’arresto cardio-circolatorio.

Annegamento

L'annegamento è una forma di asfissia acuta da causa esterna meccanica determinata dalla occupazione dello spazio alveolare polmonare da parte di un liquido (di solito acqua) introdotto attraverso le vie aeree superiori. Può essere causa di morte per ipossia acuta e insufficienza acuta del ventricolo destro del cuore. Nei casi non fatali può essere trattata con successo con opportune manovre di rianimazione. La morte per annegamento va distinta dalla morte improvvisa da immersione (causata da traumi, sincopi cardiache riflesse, soffocamento da vomito, squilibri termici ecc.).

Fasi dell'annegamento:

L'annegamento si compie attraverso diverse fasi:

  • fase di sorpresa: consiste in una profonda inspirazione, fugace, della durata di alcuni secondi, prima che l'individuo vada sott'acqua;
  • fase di resistenza: apnea iniziale, durante la quale l'individuo impedisce la penetrazione di liquido nei polmoni e si agita cercando di riemergere;
  • fase apnoica: stato di morte apparente con perdita della coscienza, abolizione dei riflessi e arresto definitivo del respiro;
  • fase terminale: boccheggiamento e arresto definitivo del battito cardiaco.

L'acqua provoca quindi un'asfissia, che è la vera causa del decesso.

La penetrazione di acqua lungo le vie respiratorie, anche in piccola quantità, provoca un'apnea causata dalla chiusura dell'epiglottide, una reazione finalizzata a proteggere l'apparato respiratorio dall'acqua. La chiusura impedisce inoltre il passaggio dell'aria: si parla allora di ipossia.

Traumi conseguenti a urti

Una caduta accidentale in acqua o non, può comportare rischii di traumi contusivi in varie parti del corpo, la prima parte da proteggere è sicuramente la testa.

Capita molto spesso, in forra, che cadino sassi dalle pareti, quindi per limitare eventuali conseguenze per traumi alla testa, è necessario dotarsi di un caschetto.

PERICOLI DERIVANTI DA OGGETTI O STRUTTURE SOMMERSE

-Rulli-

rulloVengono chiamati anche buchi o ritorni.

Si creano quando l’acqua, superando un ostacolo, arriva contro il fondo del fiume o contro una zona di acqua più lenta, parte di essa tende a tornare verso monte creando così una corrente contraria.

Mentre la corrente più profonda continua la sua corsa verso valle, quella superficiale tende a frenare o a bloccare eventuali corpi galleggianti che l’attraversano.

Il Rullo può essere molto pericoloso, a volte anche mortale.

Le correnti in uscita da un rullo sono rappresentate da una corrente profonda che non ritorna in superficie, ma segue la sua corsa verso valle, e dalle correnti laterali che non attraversano in pieno l’ostacolo.

Scalini e sbarramenti artificiali formano i rulli peggiori, in questi casi, la natura regolare della corrente di ritorno rende pressoché impossibile uscirne senza aiuto esterno. Sui fiumi più grandi le onde che frangono possono anch’esse formare dei “buchi” (rulli di estensione limitata) dal momento che le creste ricadono su sé stesse contro corrente.

Grosse onde di questo tipo sono in grado di rovesciare gommoni e imbarcazioni.

-Salti e strutture artificiali-

Tutti i manufatti che l’uomo costruisce sull’alveo del fiume spesso si rivelano molto pericolosi in quanto la loro tipologia costruttiva ingenera correnti alle quali è difficile sfuggire. I più insidiosi sono sicuramente gli sbarramenti, costruiti per controllare e smorzare la velocità dell’acqua. Questi formano ritorni di notevole pericolosità, e sono causa di molti incidenti, anche mortali. Vengono infatti definite “macchine da annegamento”.

A volte in alcuni sbarramenti artificiali, non sono presenti onde di ritorno visibili in superficie.

La loro presenza può essere mascherata dalla schiuma prodotta dal movimento dell’acqua in profondità.

La valutazione della effettiva pericolosità di queste zone, può essere effettuata lanciando nel punto oggetti galleggianti ed osservandone successivamente il movimento. La pericolosità di questi rulli è anche rappresentata dal fatto che la schiuma di ritorno che si forma in superficie, compromette la spinta di galleggiamento del corpo in acqua.

-Le Nicchie-

L’acqua sbattendo contro una parete di roccia, generalmente all’esterno di una curva crea una cavità a forma di volta più o meno profonda.

Le nicchie il più delle volte non rappresentano un grosso pericolo se percorse a bordo di imbarcazioni, ma sono estremamente pericolose a nuoto.

Se finiamo a nuoto in una nicchia sommersa la corrente tenderà a spingerci verso il fondo della cavità, in questo caso conviene non opporsi alla corrente ma, assecondarla ed uscirne sfruttando l’acqua profonda che scorre lentamente.

Non è molto facile riconoscere una nicchia, sarà importante valutare il volume dell’acqua di ritorno (cuscino) che si forma contro la roccia.

Quando la parete è scavata il cuscino sarà inesistente o molto ridotto, mentre quando la parete è piena il cuscino risulterà molto evidente.

-I sifoni-

I sifoni sono uno dei pericoli oggettivi di maggior grado. Sono formati dalla corrente che si incanala sotto a degli ostacoli appoggiati tra loro o dentro un tunnel di roccia. Sono un pericolo mortale in quanto nella maggior parte dei casi sono ostruiti da detriti di varia natura, rendendo impossibile il passaggio di un uomo in corrente.

Il sifone si riconosce dalla mancanza del caratteristico cuscino d’acqua che si forma quando la corrente sbatte contro un ostacolo. Questo significa che la corrente scorre in profondità.

Osservando a valle dell’ostacolo potremo notare dei movimenti dell’acqua dal basso verso l’alto, , simili ad un gorgoglio, i quali indicheranno la presenza di una corrente che attraversa l’ostacolo da sotto.

IL GORGO: INDICA LA PRESENZA DI UNA CORRENTE CON VARIAZIONE DI LIVELLO VERSO IL FONDO IN MODO CIRCOLARE PIU’ O MENO INTENSO, IN FUNZIONE DELLA PORTATA D’ACQUA DEI PASSAGGI SOMMERSI O SIFONI E DALLA VARIAZIONE DI LIVELLO.

TALE SITUAZIONE E’ DA EVITARE PER GLI OVVI MOTIVI DI PERICOLO.

IL RIBOLLIO: INDICA LA PRESENZA DI UNA CORRENTE DAL FONDO VERSO L’ALTO CON VARIAZIONE DEL LIVELLO DELL’ACQUA VERSO L’ALTO IN FORMA CIRCOLARE IN FUNZIONE DEI PARAMETRI VISTI SOPRA.

-I colini-

Gli alberi e i tronchi che cadono nel fiume possono diventare una trappola molto insidiosa. L’albero cadendo ostruisce il passaggio con una vera e propria rete di rami.

Un tipo di colino artificiale è rappresentato dalle griglie di sbarramento proprie dei sistemi di captazione e filtraggio delle acque.

Queste sono spesso inserite in sistemi di canalizzazione che aumentando la velocità dell’acqua, ingenerano forti pressioni sul corpo bloccato dalla griglia.

L’incastro

Rimanere incastrati nel mezzo della corrente è una delle situazioni più critiche che possano capitare in fiume.

Generalmente è il piede, o comunque una parte del corpo, che si incastra tra qualche sasso o cavità sommersa, fessura di roccia, ramo o materiale vario depositato sul letto del fiume.

La pericolosità dell’incastro è determinata non tanto dal blocco o da eventuali traumi derivati, ma dalla spinta che l’acqua esercita sul corpo tendendo a schiacciarlo verso il basso e quindi a determinarne l’annegamento.