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Ferrata Benini

 La Ferrata Benini è il proseguimento della ferrata delle Bocchette Alte.

E' un tratto recente che attraversa le Dolomiti del Brenta

L'itinerario parte dal Passo Grostè fino alla Bocca di Tucket, finale delle Bocchette Alte.

Itinerario lungo e caratterizato da lunghi sali e scendi, cenge esposte ma con un panorama mozzafiato se si ha la fortuna di trovare il cielo limpido.

  • Moderatamente difficile
  • 4.30h dal passo Grostè al rifugio Tuckett più eventualmente 1.30h per tornare al rifugio Graffer.
  • 600mt ca. di salita comprensivi dei vari saliscendi.
  • - rifugio Graffer
    - rifugio Stoppani
    - rifugio Tuckett 
    - cabinovia Grostè

Link & Info

Ferrate365

Link Ferrata:

 

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Grotte di Postumia

Le grotte di Postumia sono un complesso carsico della Slovenia, classico esempio di carsismo, situato alla periferia della città di Postumia.

Le grotte di Postumia sono un intreccio di quasi 21 km di caverne e gallerie (scoperte fino a oggi), dove in 185 anni sono passati oltre 30 milioni di visitatori. Sono le grotte più estese del Carso, nonché le più visitate d'Europa. Nel complesso idrografico della Piuca le caverne più note sono le grotte di Postumia, la grotta di Ottocco[2] (Otok), l'abisso della Pivka, la grotta Nera ed il cavernone della Planina.

Le caverne sono ricche di stalagmiti e stalattiti che si formano attraverso processi impercettibili a occhio, la cui formazione richiede migliaia di anni. Lo sviluppo di queste stalagmiti e stalattiti è dovuto all'afflusso d'acquacontenente carbonato di calcio che si deposita formando le concrezioni.

La temperatura media delle grotte è di 8 °C che aumenta leggermente d'estate e diminuisce un poco d'inverno. Il tasso di umidità invece è parecchio elevato e solitamente si consiglia, a coloro che vogliono addentrarsi al loro interno, di vestire un impermeabile.

In tutte le grotte è necessaria la compagnia di una guida e alcune aree, particolarmente ostili all'uomo, sono vietate alle visite di massa e possono essere visitate solo da gruppi di turisti più ridotti, da 3 a 15 persone, dotati di casco, torcia, tuta e scarpe adatte.

Il percorso maggiormente turistico, cioè quello delle grotte di Postumia, è composto da una parte di avvicinamento effettuata a bordo del trenino e quindi da un percorso guidato pedonale; la lunghezza è di circa 4 km con il trenino A/R, un km pedonale e la visita dura circa un'ora e mezza.

Fauna

Due esemplari di Proteus anguinus

 
Gran parte della fauna che abitava le grotte è stata a lungo sconosciuta, eccetto il Proteus anguinus che era storicamente oggetto di superstizioni. È da ricordare l'importanza di questo anfibio la cui esistenza è limitata nella regione carsica.

Luka Čeč nel 1831 scoprì un coleottero, Leptodirus hochenwartii. Questa scoperta incoraggiò l'esplorazione della fauna cavernicola e il primo che si dedicò a un'accurata ricerca fu Ferdinand Schmidt che diede al coleottero summenzionato il nome di "drobnovratnik" che, tradotto in italiano significa pressappoco "collominuto".

Scoprì anche il collembolo cavernicolo, lo pseudoscorpione e il crostaceo anfipode, mentre il primo ragno trovato nelle grotte fu descritto dal naturalista danese J. C. Schiödte.

Nel tempo, le ricerche hanno individuato ben 84 specie, di cui 36 terrestri e 48 acquatiche.

Gran parte delle specie si è ritirata dalle grotte visitate dai turisti, andandosi così a rifugiare in quelle parti non aperte alle grandi masse.

La speleofauna delle grotte di Postumia risente molto dell'inquinamento e del turismo. Per conoscere le specie esistenti si può visitare il Vivaio del Proteus, aperto tutti i giorni.

Storia

Un'immagine delle esplorazioni del 1689

Le grotte di Postumia erano conosciute già dalla preistoria, quando fungevano da luogo di riparo dei primi uomini locali.

Dal XIII secolo le grotte diventarono luogo di visita, fatto appurato grazie alle firme incise sulle pareti interne, la più antica delle quali risale al 1213.

Le prime descrizioni delle grotte vennero pubblicate nel 1689 nel Gloria del Ducato di Carniola da Janez Vajkard Valvasor che descrisse le grotte di Postumia non solo come le più grandi al mondo, ma anche come le più mostruose. Dall'Impero austriaco successivamente venne dato ordine al matematico J. N. Nagel di esplorare le cosiddette Adelsberger Grotte, tant'è che ci è pervenuta la mappa delle sue esplorazione fatte nel 1748.

La caverne più interessanti furono scoperte da Luka Čeč nel 1818 e da allora le grotte vennero aperte anche ai turisti. Nel 1872 venne costruita una rete ferroviaria a scartamento ridottoall'interno delle grotte e nel 1884 venne introdotta la corrente elettrica per l'illuminazione. Le grotte di Postumia sono le uniche al mondo dotate di un trenino.

Dopo il 1918, con l'annessione della zona all'Italia, venne dato un ulteriore impulso allo sviluppo turistico della grotta grazie all'opera di Luigi Vittorio Bertarelli, fondatore del Touring Club Italiano, a cui è dedicato il tunnel artificiale di 500 m che raggiunge la Grotta Nera. È di quell'epoca anche la costruzione dell'ingresso monumentale alle grotte.

Nel 1947, la zona di Postumia (con le grotte) fu, assieme alle Alpi Giulie, ceduta alla Jugoslavia, e dal 1991 appartiene alla Slovenia.

Il 18 novembre 2012 le grotte hanno ospitato il sorteggio dei gironi per la fase finale di Eurobasket 2013: è stata la prima volta che il sorteggio è avvenuto sottoterra.

Fonte:Wikipedia  https://it.wikipedia.org/wiki/Grotte_di_Postumia

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Foto:TnTCanyoning

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Laghi di Plitvice

Croazia 2019

Quello dei Laghi di Plitvice (Plitvička jezera) è il più antico e il maggior parco nazionale della Repubblica di Croazia. Stretto tra la catena montuosa della Mala Kapela a ovest e nord-ovest e la Lička Plješivica a sud-est, amministrativamente parlando è parte della Contea della Lika e di Segna (90,7 %) e della Contea di Karlovac (9,3 %).

 

Questo territorio di straordinaria bellezza ha sempre attratto gli amanti della natura: da qui la sua istituzione a primo parco nazionale della Croazia, avvenuta ufficialmente l’8 aprile 1949. Il processo di sedimentazione del calcare, responsabile della formazione delle barriere tufacee e dei laghi, rappresenta un valore unico e universale. Per questo motivo i Laghi di Plitvice, il 26 ottobre 1979, sono stati iscritti nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, ricevendo così la meritata consacrazione internazionale. L’area del parco nazionale è stata ampliata nel 1997 e oggi occupa una superficie di poco inferiore ai 300 km2.

Il parco è prevalentemente coperto da vegetazione boschiva, in misura minore da prati. La parte turisticamente più attraente – quella lacustre – occupa un po’ meno dell’1% della sua superficie totale.

Il complesso lacustre è formato da 16 laghi (jezera in croato) e da una miriade di altri specchi d’acqua minori, tutti disposti a cascata. Differente per substrato geologico e condizioni idrogeologiche, il sistema lacustre del parco è suddiviso in Laghi Superiori (Gornja) e Laghi Inferiori (Donja). I dodici Laghi Superiori, nati su rocce dolomitiche impermeabili, rispondono al nome di Prošćansko (jezero), Ciginovac, Okrugljak, Batinovac, Veliko jezero, Malo (jezero), Vir, Galovac, Milino (jezero), Gradinsko (jezero), Burget e Kozjak. I Laghi Superiori (Gornja) sono più grandi ed hanno rive più frastagliate e docili rispetto a quelle dei Laghi Inferiori. Questi ultimi (chiamati Milanovac, Gavanovac, Kaluđerovac e Novakovića Brod) giacciono, invece, sulla roccia calcarea permeabile delle erte pareti di una gola molto stretta. Essi riversano la loro acqua, tramite imponenti cascate chiamate Sastavci, sul letto del fiume Korana, che scorre nella vallata sottostante.

Il Parco Nazionale Plitvička jezera, aperto tutto l’anno, offre ai propri visitatori sette programmi dedicati al complesso lacustre e quattro percorsi escursionistici di montagna. Chiunque visiti il parco deve attenersi alle istruzioni indicate nei cartelli informativi. Oltre a non allontanarsi mai dai sentieri dotati di segnaletica, bisogna evitare di lasciar traccia del proprio passaggio; per questo motivo nel parco è vietato gettare rifiuti per terra, contrassegnare il territorio o devastarlo in qualsiasi altro modo.

Nel Parco Nazionale è severamente vietato:

  • raccogliere fiori e piante e portar via qualsiasi altro “souvenir” dall’ambiente circostante
  • dar da mangiare agli animali
  • far il bagno nei laghi
  • gettare i rifiuti per terra, lungo i sentieri o altrove. servirsi degli appositi cestini sparsi nel parco
  • allontanarsi dai sentieri dotati di segnaletica
  • fare i bisogni lungo i sentieri. in tal caso, servirsi esclusivamente dei servizi igienici!

Alcune raccomandazioni per chi visita il Parco:

  • indossate vestiti e calzature adatti all’ambiente del Parco
  • proteggetevi dalla pioggia e dal sole (ombrello, mantellina impermeabile; occhiali da sole, cappellino con visiera, crema solare protettiva – secondo la stagione)
  • prima di visitare il parco, date un’occhiata al bollettino meteo
  • prima di visitare il parco, verificate sul suo sito la lunghezza di ogni singolo percorso per dedicare al programma prescelto il tempo sufficiente
  • Durante la tua permanenza in natura, tieni cibo e bevande in contenitori chiusi e non lasciare residui di cibo e altri rifiuti nella natura
  • Smaltire i rifiuti nei siti di smaltimento designati
  • Prima di mangiare pasti e bevande, lavarsi bene le mani
  • Non toccare i nidi e altri luoghi che si notano durante la visita

Per maggiori informazioni sullo stato del Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice e sui programmi escursionistici proposti, l’Ufficio Marketing del Parco è a disposizione ogni giorno ai seguenti numeri: tel. +385 (0)53 751 014, +385 (0)53 751 015; e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

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Foto:TnTCanyoning

Per pianificare la vostra escursione potete visitare il sito ufficiale: 

https://np-plitvicka-jezera.hr/it/pianificate-la-vostra-visita/attivita/visita-ai-laghi/

Fonte:https://np-plitvicka-jezera.hr/it/